Cibo e Salute – Le nuove frontiere dell’agronomia e della salute

Cibo e Salute - Le nuove frontiere dell’agronomia e della salute

L’agricoltura biologica rigenerativa è un approccio olistico all’agricoltura che incoraggia l’innovazione continua e il miglioramento delle misure ambientali, sociali ed economiche. Essa include necessariamente il benessere e la salute degli animali e dell’uomo e mira a migliorare l’ecosistema e la salute umana attraverso diversi principi di base.

Non è sufficiente considerare ciò che mangiamo, dobbiamo anche considerare come è stato prodotto. Il modo in cui il nostro cibo viene coltivato e processato influisce non solo sulla nostra salute cellulare e sul nostro sistema immunitario; ha il potenziale per danneggiare o rigenerare persone, famiglie, comunità e interi ecosistemi. L’agricoltura biologica rigenerativa offre un profondo cambiamento nella giusta direzione.

Le sfide per l’implementazione dell’agricoltura biologica rigenerativa su scala significativa includono barriere sociali, barriere tecnologiche, mancanza di studi di ricerca a lungo termine e mancanza di istruzione per la popolazione e per i professionisti sia agricoltori che medici.

Ma le sfide non sono insormontabili e l’esperienza dell’Ortobioattivo a Firenze ne è un esempio.

Andrea Battiata è un Agronomo – Consigliere della Società Toscana di Orticultura e dell’Archivio Storico del Fiore e del Frutto. Promotore e divulgatore del metodo Ortobioattivo – Orto per un cibo bioattivo-nutraceutico.

Ne abbiamo parlato con Andrea Battiata, in diretta sulla nostra pagina Facebook alle ore 18.00, martedì 25 maggio.

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oceani ultima spiaggia

I nostri oceani sono la nostra ultima spiaggia

I nostri oceani sono la nostra ultima spiaggia

Sea Shepherd Italia nasce nel 2010, ed il cuore di questa associazione è costituito dai equipaggi volontari imbarcati sulle navi che attraversano gli oceani con lo scopo di difendere e preservare gli ecosistemi marini 
Lavorano su moltissime missioni, tra cui: 

  • L’operazione SISO, che ha svelato al mondo il più grande inquinamento da plastica dovuto alla pesca illegale.
  • L’operazione Siracusa, nata per proteggere dalle attività bracconiere locali il delicato e ricchissimo ecosistema della zona.
  • L’operazione Jairo Med, volta alla protezione delle tartarughe presenti in Adriatico ed alla salvaguardia del loro ecosistema tanto particolare quanto minacciato. 

Ne abbiamo parlato martedì 18 maggio alle ore 18.00, in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest insieme ad Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia e Fabio Fassone.

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Il denaro è l’unico dio?

Il denaro è l'unico Dio?

Dalla caduta delle ideologie della fine del ‘900 sembra che l’unico riferimento dei nostri comportamenti etici sia la “Volontà del Mercato” ovvero i criteri base della finanza super globalizzata, sappiamo cosa vuol dire e come prenderne le distanze?

La dimensione economica della nostra vita assume sempre più le sembianze di significante assoluto del quotidiano comune; sembra che veramente “conosciamo il prezzo di tutto ed il valore di niente”, ogni momento della giornata pare scandito da una sorte di etica invisibile e pervasiva – quella del mercato – che pochi distinguono e quasi nessuno mette in discussione.

È forse venuto il momento di discernere i motivi ed i meccanismi di questa pervicace imposizione di valori, per capirli, discuterli ed eventualmente abbandonarli con la serena consapevolezza che nella vita quel che conta è ben altro che il Denaro. Al centro di ogni ragionamento sul Denaro deve essere la persona umana, con i suoi sogni, progetti e bisogni, non il Denaro stesso.

Ne abbiamo parlato martedì 11 maggio alle ore 18,00 in diretta sulla nostra pagina Facebook con Francesco Festini.
Formatore senior per il Comune di Firenze sull’uso Responsabile del Denaro, in particolare per le minoranze linguistiche; fondatore ed amministratore del Progetto Se.Me per un uso responsabile del Denaro (Microcredito); fondatore ed amministratore della Cooperativa Finanziaria M.A.G.Firenze (Finanza critica); In qualità di esperto del mondo finanziario partecipa alla catena di aiuto predisposta dalla Asl 10 di Firenze per contrastare i disastrosi effetti della sindrome da gioco di azzardo ed e’ intervenuto come relatore in numerosi convegni a carattere nazionale.
Negli ultimi anni ha iniziato ad occuparsi di accoglienza agli stranieri (Ass. Casa Simonetta) e di impresa sociale (Progetto Antifragile).

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Ecologist Italia, in difesa della “Casa Comune”

Ecologist Italia, in difesa della “Casa Comune”

Ecologist è il più importante giornale di ecologia a livello mondiale. Una quindicina di anni fa Teddy Goldsmith affidò a Giannozzo Pucci (LEF Firenze) l’edizione italiana. Da allora abbiamo pubblicato una quindicina di numeri in forma di monografie su temi di ecologia in senso lato. In quegli anni si parlava di ecologia profonda e anche oggi Ecologia non può che significare difesa della madre terra, della Pacha mama ferita-quasi-a-morte, della “Casa comune” della Laudato sì.

L’antropocene ha creato profonda disarmonia tra le dimensioni bio-psico-sociali dell’essere umano, minando profondamente la Salute e pregiudicando l’esistenza delle generazioni future.

La complessità dell’attuale crisi richiede nuovi modelli di interconnessione, in grado di promuovere interventi efficaci.
È per questo motivo che abbiamo sentito l’esigenza di chiamare a raccolta biologi e medici, fisici e chimici, ecologi e sociologi, geologi, architetti e urbanisti, neuroscienziati e teologi, giuristi, sociologi, economisti e psicologi.. associazioni, comitati in difesa del territorio e cittadini comuni: tutti coloro insomma che hanno competenza ed esperienza in questo campo e che hanno a cuore il destino della “Casa comune”.

In quest’ottica cercheremo di dar vita a un movimento/coordinamento nazionale ecologista (metapolitico, transculturale, interdisciplinare..) che divenga punto di collegamento e riferimento per i tanti (soprattutto giovani e giovanissimi) che non sanno in questi tempi cupi a chi rivolgersi.

In questo primo zoom meeting tenutosi il 26 aprile alle ore 18 abbiamo proposto le coordinate del progetto al quale vi chiediamo di aderire come soggetti attivi, propositivi e direttamente e concretamente impegnati.

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Mens sana in corpore sano in... AMBIENTE SANO

Mens sana in corpore sano in… AMBIENTE SANO

Mens sana in corpore sano in... AMBIENTE SANO

Secondo l’Oms trascorriamo tra l’80 e il 90 % della nostra vita in ambienti chiusi. I materiali usati per la costruzione degli ambienti chiusi sono sempre più di origine chimica di sintesi o petrolderivati e le loro emissioni contengono sostanze dannose per la salute umana, spesso tossiche.

Il risultato è l’aumento di numerose patologie, che possono essere riassunte con il termine “Sindrome da Edificio Malato”, e che comprendono allergie, asma, cefalee, disturbi circolatori o neurologici, psicopatologie, fino a forme gravi che possono arrivare fino al tumore.

Che fare? Dobbiamo porre attenzione alla scelta dei materiali per la costruzione di edifici nuovi o il recupero di edifici esistenti, scelta dei sistemi costruttivi meno impattanti, rimozione di parti inquinanti, corretta progettazione del microclima interno e della ventilazione, in un approccio sistemico che vede la ricerca della migliore soluzione, evitando ricette miracolose e precostituite.

Perché la casa dovrebbe essere il nostro rifugio, il riparo, il luogo più sicuro e non una trappola che ci fa soffrire e a volte può diventare letale.

Ne abbiamo parlato martedì 4 maggio alle ore 18.00, in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest, con uno dei nostri soci principali, il bioarchitetto Egidio Raimondi.

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Lo stress fa ingrassare e non solo

e non solo...

Lo stress fa ingrassare

Lo stress è un fattore estremamente importante per la nostra vita. 😖

Secondo le recenti acquisizioni mediche lo stress ci fa gonfiare, scatenando ormoni e mediatori, questi segnali ci permettono di comprendere in che modo l’intestino influenzi le nostre scelte alimentari. 🍔

E’ possibile gestire efficacemente lo stress al fine di condurre uno stile di vita sano. 🌱

Ne abbiamo parlato con Letizia Livi e Ivano Nuti, nostri soci fondatori, esperti nel campo della psicologia e della nutrizione, martedì 20 aprile alle ore 18.00, in diretta live sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest. 

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Il legame tra foraging e benessere

Il legame tra foraging e benessere

Il Tarassaco è una preziosa pianta alimurgica utile alla naturale depurazione del nostro organismo

di Francesco Marino

Andar per erbe, una buona pratica, sopita da tempo, ma ritrovata negli ultimi anni che conia sotto terminologie nuove, come il foraging, una prospettiva di rispetto e tutela dei luoghi e dell’ambiente che si vive. La raccolta delle erbe spontanee rappresenta un esercizio utile al nostro benessere, al nostro spirito, riconcilia il nostro vivere con la dimensione naturale all’interno dell’ecosistema che ci ospita.

Questo si traduce in un esercizio didascalico utile alla salvaguardia della biodiversità di un territorio, e alla conoscenza di questo.
Si intepreta e riscopre così la storia di un luogo, della natura che lo caratterizza, dei popoli, dei loro antichi saperi e del loro caratteristico legame con le varie specie viventi, a partire dai vegetali.
La materia etnobotanica ci rivela con accurati strumenti questi insolubili legami tra l’uomo e la natura in tutta la loro sacralità, in un concetto che ci porta a riscoprire quei luoghi puliti e incontaminati dove, come avveniva per i nostri nonni, possiamo di nuovo riscoprire il piacere e i benefici del cibo selvatico.

Conoscere le piante ci ricollega a quel senso primogenio, la raccolta richiede tempo, ma sopratutto conoscenza.
Immergersi nella natura, e donare il giusto spazio ad ogni forma di vita, passando da quel fiore giallo che ieri nemmeno notavi e oggi chiami con il suo proprio nome.
Così in un rapporto giocoso che fin da piccoli ci accompagna, un gesto semplice quello del “soffiare via gli angioletti”promuovendo involontariamente una disseminazione antropocora di questo fiore simbolo della primavera, si fidelizza e si conosce il Tarassaco.

Taraxacum officinale Weber è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Compositae. Le prime notizie dell’uso medicinale di questa pianta provengono dalle descrizioni dei medici arabi del X e del XI secolo, ma è verosimile supporre che già i primi uomini del paleolitico ne facessero uso. Pisciacane, Piscialetto, le varie denominazione a livello popolare rendono manifeste la natura terapeutica della specie utilizzata come pianta officinale nella medicina tradizionale e alimurgica1 nei ricettari popolari.

Dall’azione depurativa e disintossicante per il nostro organismo, si utilizza in erboristeria e in fitoalimurgia tutta la pianta. A scopo terapeutico, per le proprietà coleretiche e colagoghe e ipocolesterolemizzanti, coadiuvanti della depurazione del nostro organismo viene impiegata la radice, trasformata nelle principali formulazioni erboristiche in compresse, tinture madri e tisane. Le molecole bioattive presenti nelle parti aeree di Taraxacum officinale Weber costituiscono il profilo metabolico della specie caratterizzato dalla presenza di composti quali: lattoni sesquiterpenici (tetraedro-ridentina, glucosidi del tarxsicolide e dell’acido taraxinico), alcool triterpenici (taraxasterolo, pseudotaraxasterolo), steroli, potassio, fruttosio e inulina. Le foglie ricche di flavoidi, vitamine e Sali di potassio favoriscono il drenaggio dei liquidi in eccesso.
A scopo alimurgico, si utilizza tutta la pianta, le foglie sono utili nella preparazione di misticanze di stagione o passate in padella, i boccioli vengono raccolti ancora chiusi e conservati sott’aceto a mon di capperi, la radice è adoperata nella preparazione del caffè. La comparsa in natura della specie riflette le funzioni utili e terapeutiche per la nostra salute, depurare il nostro organismo con le spontanee simboleggia un viaggio, che con la raccolta mima quel cammino, utile a rimettere in movimento il nostro organismo nelle novelle giornate primaverili e a coadiuvare le fisiologiche funzioni dei nostri organi, con il consumo. 

Il tutto in una visione che tiene conto delle buone regole di raccolta racchiuse in: visita a luoghi incontaminati, accurato studio delle specie da consumare e raccolta ponderata in un meccanismo che tenga cura della vera ricchezza di un territorio che è dato dalla Biodiversità.

Biografia
Francesco Marino
Erborista
Docente Formatore e Consulente in Erboristeria e Fitoterapia
Cultore dell’Etnobotanica
Raccoglitore e Trasformatore di Piante Officinali.

Bibliografia

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Mangiare sofferenza o mangiare sostenibile? A noi la scelta

A noi la scelta

Mangiare sofferenza o mangiare sostenibile?

Oggi la quasi totalità del cibo di origine animale che si trova nel mercato italiano proviene da allevamenti intensivi. Questa modalità di allevamento degli animali, che prevede spazi limitati, piccole gabbie e pratiche estremamente dolorose come mutilazioni senza anestesia, è la risposta a una domanda di mercato. 

Si tratta di un sistema alimentare con gravi problematiche non solo dal punto di vista etico, ma anche ambientale e sanitario, che può essere riformato solo partendo da un drastico calo della domanda, come oggi consigliato anche dai massimi esperti di ambiente e cambiamento climatico. 

Scopriamo insieme da dove viene il cibo che mangiamo e come essere in prima persona fautori e creatori di un futuro più sostenibile da tutti i punti di vista. 

Ne abbiamo parlato martedì 13 aprile alle ore 18.00 con Claudio Pomo, co-fondatore e responsabile sviluppo di Essere Animali. 

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Grani Antichi e vantaggi per la salute e per l’ambiente

Grani Antichi e vantaggi per la salute e per l’ambiente

di Silvia Petruzzelli

I cereali sono alla base della nostra cultura e il perno intorno al quale si è evoluta la nostra civiltà.
È stata la coltivazione dei cereali a determinare un profondo cambiamento degli stili di vita, permettendo il passaggio dal nomadismo alla stanzialità.

Purché integrali, ci forniscono energia a lento rilascio: questo ha fatto in modo che diventassero tra le piante più importanti al mondo dal punto di vista alimentare. Infatti, circa metà della superficie terrestre è destinata alla loro coltivazione.

I cereali più coltivati al mondo sono frumento (Triticum), riso e mais. Di questi, utilizziamo il frutto, che si presenta sotto forma di chicco, chiamato cariosside.

Il frumento è più diffuso in Europa, il riso in Asia. Il mais continua a essere più consumato nel continente americano, luogo da cui ha avuto origine.
In Africa è più diffuso il miglio.

La nascita del grano Creso

Dopo la Seconda guerra mondiale, sono stati condotti intensi programmi di miglioramento genetico del frumento, che hanno portato alla sostituzione delle razze locali con nuove a taglia ridotta (a seguito del processo di “nanizzazione”), aumentando la loro resistenza all’allettamento in condizioni di agricoltura intensiva e incrementando quindi la produttività.
Era la fine degli anni ’60 quando, nei laboratori del CNEN, si cominciò a bombardare con radiazioni una cultivar del grano duro, precisamente il Senatore Cappelli, ibridandola con altre varietà. Ebbe origine così il grano Creso, che fu poi registrato nel 1974.
È possibile consultare le varietà mutanti sul database FAO/ IAEA (https://mvd.iaea.org/#!Variety/1105).
Tali modifiche hanno influenzato anche l’adattabilità e l’evoluzione di questa coltivazione, conferendole taglia bassa e culmi robusti in grado di resistere all’allettamento, di sopportare concimazioni abbondanti e di adattarsi a diverse latitudini.
Gran parte del grano utilizzato oggi discende da questi grani modificati.
La loro caratteristica è proprio quella della taglia ridotta (70-80 centimetri) rispetto ai frumenti fino ad allora coltivati (varietà antiche) con altezze tra i 140 e 160 cm.

Dunque, per grani antichi si intendono le varietà selezionate prima delle trasformazioni industriali applicate all’agricoltura nel Novecento, ovvero prima della nascita del grano Creso.

Ci sono svariati tipi di grani antichi: dai grani duri (Triticum durum) maggiormente utilizzati al Sud, anche per il clima più favorevole alla loro coltivazione, ai grani teneri (Triticum aestivum).

Differenze tra varietà antiche e moderne: alcuni studi sulla salute

Le varietà antiche, pur avendo una resa produttiva inferiore, hanno caratteristiche di valore aggiunto: maggiore rusticità e resistenza alle avversità climatiche, qualità nutrizionali più bilanciate, oltre agli aspetti sensoriali legati ad aromi più intensi che ci riportano ad antiche memorie.
Un altro aspetto fondamentale è legato alla biodiversità assicurata da questi grani.
Di contro, le varietà moderne sono il prodotto di un miglioramento genetico, al fine di ottenere piante più produttive e con la caratteristica di poter essere coltivate in ambienti molto diversi, massimizzando il contenuto proteico (glutine, una proteina di riserva).

Con il loro avvento, non è più la pianta che si adatta all’ambiente (le varietà antiche sono specifiche per le varie zone), ma è l’ambiente che viene sottoposto a vari interventi agronomici per adattarsi alla pianta, a discapito dell’ambiente stesso e della salute dei consumatori.

Tali varietà richiedono infatti un impiego abbastanza elevato di prodotti di sintesi, alte dosi di concimi (quindi anche azoto) ed erbicidi; si adattano poco ai metodi di coltivazione biologica.

Dal punto di vista di impatto ambientale, quindi, sarebbe più vantaggioso occuparsi di grani antichi, che riescono ad utilizzare meglio l’azoto presente nel terreno: a una taglia alta, infatti, corrisponde un apparato radicale più sviluppato e una migliore capacità di far fronte alle erbe infestanti (dunque, meno erbicidi).

A determinare l’affermarsi delle varietà moderne troviamo anche un più elevato contenuto proteico, che permette di ottenere:

  • impasti facilmente panificabili, di più grande dimensione e maggiormente alveolati e soffici
  • paste resistenti alla cottura, applicando anche alte temperature nella fase di essiccamento. Maggiori temperature favoriscono la reazione di Maillard, con danno termico alle proteine − in particolare, si ha perdita di lisina −, contribuendo alla formazione di sostanze dannose per la salute, come ad esempio la furosina, aggressiva nei confronti della parete intestinale.

Queste migliori “proprietà tecnologiche” non sono decisamente direttamente proporzionali alle proprietà nutrizionali.

Studi epidemiologici dimostrano che la maggiore quantità e diversa qualità di glutine dà luogo ad una sensibilizzazione dell’organismo a questa proteina di riserva.

Non è un caso che le reazioni di intolleranza al frumento − celiachia esclusa − si possano ridurre passando alle varietà antiche, in particolare ai grani duri.

l glutine delle farine derivanti da varietà antiche contiene meno epitopi tossici (particolari frammenti di proteine ricchi in prolina e glutamina), quindi meno sequenze riconosciute dai linfociti delle persone affette da celiachia.

Non è un caso che, negli ultimi anni, si sia verificato un incremento della celiachia in soggetti geneticamente predisposti.

È ragionevole ipotizzare che la celiachia, come anche le altre malattie autoimmuni, sia sostenuta dalla continua stimolazione da parte di sostanze che non dovrebbero essere assorbite dall’intestino, ma che riescono a passare a causa di un’esagerata permeabilità intestinale dovuta, ad esempio, a una cattiva alimentazione, che favorisce una condizione infiammatoria.

È presumibile che l’aumento della permeabilità intestinale sia un elemento integrante, insieme a fattori genetici e ambientali, nella patogenesi delle malattie infiammatorie croniche, comprese le malattie allergiche, autoimmuni e metaboliche.
Nel frumento vi sono molte sostanze fitochimiche biologicamente attive come polifenoli (flavonoidi, lignani), carotenoidi, tocoferoli e fibra, con importanza funzionale: antitumorale, antinfiammatoria, immunosoppressiva, antiossidante e antivirale.
Sono state trovate differenze significative tra le varietà antiche e quelle moderne.
La concentrazione di polifenoli totali nella farina integrale di vecchi genotipi è superiore del 3-51% rispetto alle varietà moderne.

Più studi hanno dimostrato che, rispetto alle varietà moderne, i grani antichi hanno effetti benefici sulla colesterolemia, sullo stato infiammatorio, sui danni ossidativi alle membrane cellulari, sulla funzionalità intestinale.
Tali effetti dipendono anche dalla maggiore varietà di polifenoli in essi presenti.

Secondo il professor Stefano Benedettelli, dell’Università di Firenze, “adottare varietà antiche di grani significa riequilibrare una nutrizione umana ormai subissata da processi industriali nella maggior parte degli alimenti ingeriti”.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition nel 2014 ha esaminato gli effetti sui sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) ed ha mostrato una riduzione dei livelli di citochine pro-infiammatorie e miglioramenti importanti nella sintomatologia dell’IBS, quale la riduzione del dolore addominale, del gonfiore, della stanchezza, favorendo una migliore qualità di vita.

La sensibilità al glutine non celiaca, nota anche come NCGS (dall’inglese non-celiac gluten sensitivity) o intolleranza al glutine, è un fenomeno di recente introduzione nel dizionario medico e individua sintomi simili a quelli riscontrati nella celiachia, ma senza gli elevati livelli di anticorpi e danni intestinali. In molti casi, si può osservare che la sintomatologia non sussiste con l’assunzione di grani antichi.

Ricordiamo che le nostre scelte fanno la differenza, non solo sulla nostra salute, ma anche su quella dell’ambiente.

È presumibile che l’aumento della permeabilità intestinale sia un elemento integrante, insieme a fattori genetici e ambientali, nella patogenesi delle malattie infiammatorie croniche, comprese le malattie allergiche, autoimmuni e metaboliche.
Nel frumento vi sono molte sostanze fitochimiche biologicamente attive come polifenoli (flavonoidi, lignani), carotenoidi, tocoferoli e fibra, con importanza funzionale: antitumorale, antinfiammatoria, immunosoppressiva, antiossidante e antivirale.
Sono state trovate differenze significative tra le varietà antiche e quelle moderne.
La concentrazione di polifenoli totali nella farina integrale di vecchi genotipi è superiore del 3-51% rispetto alle varietà moderne.

Scegliere con consapevolezza equivale, non solo a leggere le etichette di un prodotto, ma anche a chiedersi cosa ci sia dietro ogni nostro acquisto, verificando: le risorse naturali e le persone impiegate (tutela dei lavoratori, rispetto della natura, della stagionalità, delle tradizioni locali), l’impatto sull’ambiente (inquinamento derivante dai trasporti).
La consapevolezza inizia con la voglia di cambiare; si coltiva attraverso un atteggiamento di disponibilità, apertura verso il nuovo e voglia di sperimentare; si alimenta con la buona informazione e con l’esperienza di un nuovo modo di essere.

Tratto dal libro “Grani Antichi e Pasta Madre” di Silvia Petruzzelli.

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Come difendersi dai virus

Rafforzare il sistema immunitario con la macrobiotica

Come difendersi dai virus

La conferenza presenta una visione Est Ovest (orientale e occidentale) di come rafforzare il sistema immunitario e proteggersi dai virus.

Si basa su concetti di yin e yang e l’utilizzo di cibo, incluso piatti e ingredienti speciali, oltre a rimedi naturali per creare forza vitale e migliorare l’efficace del sistema immunitario.

Martin Halsey è un biologo nutrizionista esperto mondiale della cucina curativa. Fondatore responsabile e scientifico dell’associazione “La Sana Gola” e della “Milan School of Natural Cooking and Healing”, di cui è uno dei principali insegnanti.

Ne abbiamo parlato martedì 6 aprile alle ore 18.00 con  Martin Halsey in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest. 

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