Nei tempi del Covid l’attesa attiva

dall'alimentazione ai corretti stili di vita

Nei tempi del Covid l'attesa attiva

Si parla costantemente dei vaccini, ma non si considera quanto possiamo fare per limitare il rischio con il nostro comportamento.

Armando Sarti tratterà i tempi attuali caratterizzati dalla pandemia, in termini di prevenzione del contagio e di attenuazione degli effetti del coronavirus tramite l’alimentazione e i corretti stili di vita.

Dr. Armando Sarti. Medico, specialista in Cardiologia. Scienza dell’Alimentazione. Co-fondatore della Fondazione Est-Ovest. Autore di libri e pubblicazioni in riviste scientifiche e sul Web.
Attivo nella divulgazione dei corretti stili di vita e delle buone pratiche per la salute delle persone, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente.

Ne abbiamo parlato martedì 30 marzo alle ore 18.00 in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest.

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Quali sono i benefici della pasta madre?

Quali sono i benefici della pasta madre?

di Silvia Petruzzelli

Il pane è uno degli alimenti più antichi preparati e consumati dall’uomo.
Una leggenda fa risalire la preparazione e l’uso del lievito naturale (o pasta madre) all’antico Egitto, intorno al 2000 a.C. circa.
Durante un’esondazione del Nilo, della farina conservata in un magazzino presso il fiume entrò a contatto con l’acqua e si creò un impasto che (per non buttare) fu miscelata ad altra farina ottenendo un pane più gustoso e digeribile del pane azimo che veniva prodotto precedentemente.

Nacque così la lievitazione lenta. Lenta come dovrebbe essere la nostra vita. Osservando la crescita. Ascoltando e assaporando ogni momento.

Successivamente, nel 1800, Louis Pasteur scoprì gli agenti di fermentazione Saccharomyces cerevisiae, il lievito di birra. L’introduzione di tale lievito come agente lievitante dei prodotti da forno ha determinato un parziale abbandono dell’utilizzo dell’impasto acido, a vantaggio di una lievitazione più rapida e standardizzabile, che potesse quindi rispondere alle esigenze dell’industria.

Ciò ha segnato l’inizio del pane fast. Del voglio tutto e subito.
Del “non ho più tempo!”.

C’è una notevole differenza tra il pane a lievitazione naturale e quello realizzato con il lievito di birra: il sapore, il profumo e la durata.

La differenza, in termini di composizione è che

  • nel lievito di birra ci sono solo lieviti, per la precisione, solo Saccharomyces cerevisiae in coltura pura
  • nella pasta madre, oltre ai lieviti, ci sono anche i batteri lattici; vi si possono trovare più di 50 specie di batteri lattici, la maggior parte appartenente al genere Lactobacillus e più di 20 specie di lieviti, appartenenti soprattutto ai generi.

Batteri lattici con valore

Tra i batteri, ci sono microrganismi con valore probiotico, come

  • Lactobacillus acidophilus utile per favorire l’equilibrio della flora intestinale. Ha un’azione antibatterica dovuta alla produzione di acido lattico, perossido di idrogeno e sostanze antibiotiche; riesce infatti a contrastare la crescita di batteri patogeni (Escherichia coli), favorendo le normali funzioni intestinali
  • Lactobacillus plantarum, che favorisce un equilibrio tra citochine pro e antinfiammatorie. Utile nella Sindrome dell’Intestino Irritabile
  • Lactobacillus casei che potenzia le difese immunitarie, rinforza la funzione della barriera intestinale, svolge un’azione antinfiammatoria
  • Lactobacillus rhamnosus con attività antinfiammatoria.

Questi batteri lattici non resistono alle alte temperature del trattamento termico a cui è sottoposto il pane, anche se qualcuno di essi potrebbe sopravvivere al cuore del prodotto (il cosiddetto pulcino), per poi colonizzare l’intero pane. Ecco perché il pane andrebbe consumato dopo qualche ora dalla cottura, generalmente il giorno dopo.

Quali sono i vantaggi di un pane a lievitazione naturale?

Il pane a lievitazione naturale si conserva più a lungo

Nella pasta madre sono presenti batteri lattici presenti che producono esopolisaccaridi (ovvero polimeri zuccherini “esterni”) che sono in grado di trattenere acqua. Il pane impiega quindi più tempo per diventare raffermo. La maggiore conservabilità è data anche dal pH basso, per la presenza di acido lattico prodotto dalla fermentazione lattica e dalle batteriocine prodotte dai batteri lattici.

È più digeribile e riduce la probabilità di intolleranze alimentari

I batteri lattici presenti del lievito madre dispongono di enzimi ad azione proteolitica, ovvero in grado di degradare le proteine del glutine (gliadina e glutenina); nello specifico, la gliadina, principale responsabile dell’anomala risposta immunitaria, che conduce all’atrofia dei villi intestinali nel morbo celiaco e quindi a danno tissutale. La riduzione della gliadina in aminoacidi e peptidi a minor peso molecolare fa sì che il nostro organismo non riconosca questa proteina come tossica, abbassando quindi il rischio di un eventuale danno.

Inoltre, i batteri lattici producono enzimi che il nostro organismo non riesce a produrre: si tratta delle fitasi che sono in grado di ridurre il contenuto di fitati. È stata osservata una riduzione pari al 62%, a fronte di una riduzione del 38% mediante lievitazione con lievito di birra.

Rallenta la formazione di acrilammide e riduce l’impatto glicemico

L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma in determinati alimenti preparati a temperature normalmente superiori a 120 °C e con un basso grado di umidità. La sua formazione aumenta rapidamente quando l’umidità scende al di sotto del 5%.

Se presente negli alimenti, questa sostanza può aumentare il rischio di sviluppare il cancro nei consumatori per tutte le fasce d’età.

Nel pane a lievitazione naturale, l’ambiente acido rallenta la formazione di acrilammide e riduce l’impatto sulla glicemia.

Quali sono i vantaggi di un pane a lievitazione naturale?

Passo 1.

In una ciotola di ceramica, unire acqua e farina fino a ottenere un impasto morbido. Coprire con un panno umido e lasciar riposare in un luogo riparato per un paio di giorni.

Passo 2.

Rimuovere la patina che si è formata. Procedere con un rinfresco, quindi coprire con un panno umido e lasciar riposare in un luogo riparato per 2 giorni.

Passi successivi.

Continuare con il rinfresco per circa 10 giorni, finché l’impasto non sarà in grado di raddoppiare il suo volume in circa 4 ore. A questo punto, la pasta madre è pronta per essere utilizzata per produrre il pane.

Possiamo comunque scegliere di farci donare la pasta madre da uno dei tanti “spacciatori” di pasta madre.

Approfondimenti nel libro “Grani Antichi e Pasta Madre” di Silvia Petruzzelli.

De Angelis M. et al., Mechanism of degradation of immunogenic gluten epitopes from Triticum turgidum L. var. durum by sourdough lactobacilli and fungal proteases, Appl. Environ. Microbiol., 2010; 76(2):508-18.

Lopez H., Krspine V., Guy C., Messager A., Demigne C. e Remesy C., Prolonged fermentation of whole wheat sourdough reduces phytate level and increases soluble magnesium, Journal of Agriculture and Food Chemistry, 2001; vol. 49, pp. 2657-2662.

Liljeberg H.G. et al., Sourdough fermentation or addition of organic acids or corresponding salts to bread improves nutritional properties of starch in healthy humans, Journal of Nutrition, 1995; 125, 1503-1511.

 Östman E., Nilsson M., Liljeberg-Elmståhl H., Molin G. e Björck I., On the effect of lactic acid on blood glucose and insulin responses to cereal products: mechanistic studies in healthy subjects and in vitro, Journal of Cereal Science, 2002; 36, 339-346.

Dal Biologico al Biodinamico

una vita sostenibile per l'uomo e per il pianeta

Dal Biologico al Biodinamico

La transizione verso il bio per sistemi agricoli in armonia con la Natura.

Il modello di produzione e consumo del cibo basato sulla corsa continua verso prezzi più bassi, che scaricano sulla collettività i costi dell’inquinamento, del disinquinamento e della difesa del benessere delle persone, non è più sostenibile. Occorre una nuova visione per il futuro dell’agricoltura e del cibo.

Tutto questo è ancor più evidente nella fase attuale. Le diverse crisi che stiamo attraversando, da quella ambientale a quella climatica a quella sanitaria, sono tutte facce della stessa medaglia che rendono necessario e urgente un cambio di modello produttivo e di consumo verso un nuovo paradigma fondato sul rispetto dell’ambiente e della salute umana, di cui l’agricoltura biologica rappresenta la punta avanzata di una transizione ecologica, ora più che mai essenziale.

E’ urgente una vera e propria svolta verso l’agroecologia di cui l’agricoltura biologica e biodinamica rappresentano le esperienze più avanzate e diffuse e possono costituire il riferimento per l’agricoltura del futuro, in grado di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale e un approccio efficace nel contrasto al cambiamento climatico e nella tutela della biodiversità, oltre che una concreta opportunità per i territori rurali e per l’occupazione.

Maria Grazia Mammucchini è Presidente FederBio – Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, Imprenditrice agricola e Amministratore Unico della Società Agricola Nuova Agricoltura che gestisce in Toscana un’azienda vitivinicola e olivicola a conduzione biologica.  È socio corrispondente dell’Accademia dei Georgofili, dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino e dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali. Portavoce della Coalizione Italiana StopGlifosato, dell’agricoltura biologica e biodinamica e dei consumatori e coordinatrice della Campagna “Cambia la Terra-No ai pesticidi Si al biologico”.

 Carlo Triarico è il Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Vicepresidente di Federbio, Insegnante e direttore in APAB, Istituto di formazione riconosciuto, Presidente di Agrifound, Membro del Comitato Permanente Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica del Ministero dell’Agricoltura Editorialista per l’Osservatore Romano; Conduttore della rubrica settimanale “Agricoltura? Parliamone” di Radio Radicale Consigliere scientifico della Fondazione Italiana Ricerca in Agricoltura Biologica Svolge un’intensa attività di volontariato, divulgazione e insegnamento.

Ne abbiamo parlato in diretta sulla pagina Facebook della Fondazione Est-Ovest martedì 23 marzo alle ore 18.00 con Maria Grazia Mammucchini e Carlo Triarico.

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Progetto META – The best is yet to come

Progetto META - The best is yet to come

Finalmente possiamo annunciarvi la nostra partecipazione al progetto META promosso da Veracura Trust Onlus 🎉

META nasce con l’obiettivo di attivare e connettere comunità di ragazzi e ragazze per cambiare in meglio il futuro.

In che modo? Attraverso percorsi educativi, formativi e d’intrattenimento multi-disciplinari, completamente gratuiti e a numero chiuso come base per la successiva realizzazione di progetti di innovazione sociale e rigenerazione territoriale.

Fondazione Est-Ovest contribuirà alla realizzazione di questo progetto attraverso corsi di agricoltura rigenerativa ed autocostruzione con materiali naturali, volti alla rieducazione al rapporto con la natura. 🌱

Le attività sono aperte a ragazze e ragazzi di Roma, di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Le candidature sono libere e possono avvenire sul sito. Se conoscete persone che potrebbero essere interessate e quindi beneficiare di questa iniziativa potete coinvolgerle.

Per saperne di più, visitate i social di Veracura 👇

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Fare il Bene – Fausto Carotenuto

fausto carotenuto

Fare il Bene - Come e perché cosa è veramente bene fare e quali effetti produce intorno a noi e dentro di noi

Veniamo sulla Terra per diventare più bravi a fare il Bene, questo è la missione della nostra evoluzione.
Ma è un compito non facile, anzi il più difficile.
Prima di tutto bisogna scoprire cosa è Bene e cosa non lo è.
E poi, la cosa più importante: “come farlo”, proprio nelle situazioni che non casualmente la Vita ci mette davanti.
Quando riusciamo in questo compito non solo stiamo meglio, ma soprattutto diventiamo migliori.
A beneficio nostro e delle persone intorno a noi. Una via alla nostra portata.

Fausto Carotenuto. Esperto di politica e strategie mondiali, con una vasta e diretta esperienza governativa e per conto di organizzazioni internazionali. Ha vissuto una serie di avventurose vicende in vari scenari. Studioso, scrittore e comunicatore di tematiche spirituali che pongono al centro liberi percorsi di coscienza. Fondatore del movimento politico spirituale Coscienze in Rete, dell’organo di informazione online di politica spirituale Coscienze in rete Magazine e dell’Accademia di Studi Politico Spirituali. Alla base della sua attività la convinzione che solo un approfondito approccio alle conoscenze ed alle realtà spirituali, accompagnato da un serio studio e dall’esperienza delle tematiche politiche, economiche e sociali, possano fornire un quadro realistico della situazione mondiale.

Ne abbiamo parlato in diretta sulle pagine social della Fondazione Est-Ovest martedì 16 marzo alle ore 18.00 con Fausto Carotenuto, uno dei nostri soci fondatori.

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La Rivoluzione Integrale – Giannozzo Pucci

Un invito a riorganizzarsi

La Rivoluzione Integrale - Giannozzo Pucci

La crisi climatica e la crisi pandemica sono strettamente legate tra loro e sono frutto dell’incapacità della politica di governare la nostra vita e il nostro benessere sul pianeta. La fine delle ideologie, la liquefazione dei partiti, l’instabilità dei governi, la fragilità dei movimenti impongono una riflessione sul profondo cambio di paradigma culturale e di modello sociale che le crisi che ci troviamo ad affrontare ci impongono. La strategia dei piccoli passi non ha dato i suoi frutti e ora non c’è più tempo. Servono scelte radicali e rapide per una transizione veramente ecologica: una RIVOLUZIONE INTEGRALE!

Giannozzo Pucci, fin da ragazzo ha sentito il problema della degradazione della natura e della società industriale, nell’alluvione di Firenze ha scoperto la libertà di lavorare gratuitamente. Ha partecipato al 1968 nella contestazione alla società dei consumi. Ha poi aderito alle idee della non violenza gandhiana attraverso la testimonianza e il pensiero di Lanza del Vasto.
È stato fra gli iniziatori del movimento antinucleare in Italia, ha lavorato a recuperare razze di animali in estinzione dell’agricoltura toscana, ha fondato il primo mercato contadino senza veleni in Italia, “La Fierucola”, ha partecipato alla fondazione della Federazione delle Liste Verdi influenzandone lo statuto in senso comunitario. Consigliere comunale a Firenze per 6 anni, si è occupato di agricoltura contadina, di acque, di urbanistica, di scuola, trasporti elettrici, non è uno specialista e guida la Libreria Editrice Fiorentina dal 2004.

Ne abbiamo parlato con Giannozzo Pucci ed Egidio Raimondi, martedì 9 marzo alle ore 18.00, in diretta sui nostri canali social di Facebook e Instagram.

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Acqua, una risorsa inestimabile a grande rischio

giuseppe ungherese

Acqua, una risorsa inestimabile a grande rischio

L’acqua siamo noi, l’acqua è la vita. Questa risorsa fondamentale per la nostra sopravvivenza sul pianeta Terra, la cui disponibilità viene spesso considerata illimitata, è sempre più a rischio. A minacciarla le conseguenze di molteplici attività umane: dalla produzione del cibo ai nostri vestiti fino alle conseguenze degli attuali modelli di consumo, ormai insostenibili, e gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
I segnali d’allarme che ci lancia il Pianeta impongono un rapido cambio di rotta sui modelli economici e produttivi. Sapremo cogliere l’occasione per avviare una svolta sostenibile?

Giuseppe Ungherese, Dottore di Ricerca in Ecologia, dopo aver trascorso diversi anni nel mondo accademico è approdato a Greenpeace Italia nel 2015. Nel ruolo di Responsabile della Campagna Inquinamento, si è occupato di diversi problemi ambientali: dall’inquinamento prodotto dal settore tessile all’industria chimica. Oggi segue le varie problematiche ambientali connesse all’inquinamento da plastica.

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Ungherese di Greenpeace e Rossella Bartolozzi di Fondazione Est Ovest martedì 2 Marzo alle 18:00.

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Presentazione del libro “Il Cibo Ribelle” di Gabriele Bindi

presentazione libro

Il Cibo Ribelle - Gabriele Bindi

Il nuovo libro di Gabriele Bindi, scritto con il contributo di Franco Berrino, Salvatore Ceccarelli, Carlo Triarico e Vandana Shiva, propone una nuova consapevolezza a partire dalle nostre scelte alimentari.

Ripartiamo dunque dal cibo! I tempi attuali impongono un cambio di rotta e una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che mangiamo.
Il testo che vi presentiamo nell’incontro del 23 febbraio vuole andare alla radice del cibo, al di là delle mode, delle ossessioni e degli stili alimentari. È un ricco compendio di esperienze e conoscenze della materia, con le riflessioni e i consigli degli esperti, e con un tocco di irriverenza verso i grandi nomi del Made in Italy, per riconoscere il cibo “vero”, oltre agli inganni dell’industria alimentare.

È un viaggio di emozioni e saperi dentro al mondo rurale e alle produzioni artigianali, che ci aiuta a riprendere in mano la nostra salute, quella del pianeta e dei territori. Un libro per una nuova educazione alimentare, alla scoperta dei gusti della biodiversità.

Gabriele Bindi, giornalista e guida ambientale ed escursionistica, scrive dal 2008 sul mensile Terra Nuova. Traduttore dal tedesco, collabora con diversi enti di formazione in materia di turismo sostenibile e comunicazione ambientale. Si occupa di filiere agroalimentari e propone viaggi di incontro con il mondo rurale e le produzioni artigianali. Con Terra Nuova Edizioni ha pubblicato Grani Antichi (2016) e Cibo ribelle (2020).

Ne abbiamo parlato con l’autore Gabriele Bindi,  Alberto Bencistà e Rossella Bartolozzi di Fondazione Est Ovest martedì 23 Febbraio alle 18:00.

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La Biodiversità ed il progetto “Simenza”

La Biodiversità ed il progetto "Simenza"

di Fondazione Est-Ovest

Il termine biodiversità indica la straordinaria ricchezza e varietà di specie viventi sul nostro pianeta: oggi sono registrate e riconosciute circa 1 milione e 700mila specie tra animali e vegetali, ma gli scienziati sono concordi nel ritenere che si tratti solo della punta dell’iceberg: le specie di organismi viventi sulla Terra arriverebbero secondo recenti stime a oltre 12 milioni!
Arginare la perdita progressiva della biodiversità e assicurare il mantenimento o ripristino di ecosistemi a rischio sono obiettivi prioritari per la continuità di moltissime specie viventi, messa a repentaglio soprattutto dall’impatto ambientale delle attività umane. È di poche settimane fa il dato ufficiale che il peso di tutti i manufatti artificiali, cioè creati dall’uomo (entrano nel computo strade, abitazioni, fabbriche, oggetti e tutto ciò che di artificiale ci circonda) ha superato il peso totale della biomassa, ovvero di tutti gli organismi viventi (boschi, foreste, mari, oceani e rispettivi abitanti…tutto ciò che di naturale ci circonda).

Uno dei massimi esperti in Italia in tema di biodiversità in ambito agricolo è il Dott. Giuseppe Li Rosi, che nella bella Sicilia, ha dato vita a Simenza, progetto appassionato e all’avanguardia di difesa di tutte le specie di semi e grani antichi siciliani.

Che cos’è Simenza e che obiettivi persegue?

“Simenza è un’associazione culturale fondata nel 2016 per provare a dare una risposta culturale e non solo commerciale alla cosiddetta “questione agricola”. Il progetto nasce su iniziativa di agricoltori e allevatori siciliani per difendere il prezioso patrimonio dell’isola: la sua biodiversità. Il 25 % della biodiversità di interesse agrario presente in Europa è costituito dall’agrobiodiversità siciliana. Pratichiamo un modello imprenditoriale in grado di coniugare saperi e buone pratiche contadine, richiamando in vita antiche tecniche rurali nel rispetto di ogni identità e diversità biologica. In Simenza la definiamo “retro innovazione”.

La crisi profonda in cui versano le aziende agricole e gli allevamenti, a causa di un mercato che non riconosce il giusto prezzo dei prodotti, non è risolvibile se la si guarda solo dal punto di vista produttivo: abbattere i costi di produzione per essere più competitivi sul mercato ha portato solo ad un abbassamento della qualità dei prodotti e alla distruzione dell’ambiente, sottoposto a stress produttivi innaturali. Con la profonda erosione della biodiversità si rischia l’irreversibile disattivazione della capacità produttiva di questo pianeta. Con Simenza, abbiamo scelto di osservare l’agricoltura soprattutto dal punto di vista culturale e non solo produttivo o commerciale. Questo atteggiamento, nuovo per molti, ha messo in evidenza la figura o meglio l’essenza dell’agricoltore e della civiltà a cui appartiene: la Civiltà Rurale, la più antica del pianeta ancora oggi esistente.

Le nostre azioni sono volte a recuperare, quindi, valori, parole, processi, tecniche, modelli, persone, aziende per evitare che precipitino nell’oblio o che vengano ricoperte dalle scorie di una politica disattenta o da crudeli economie basate sul mero profitto. Ciò presuppone la volontà di mettersi in viaggio verso la Terra dopo aver messo in discussione l’uomo e la sua arroganza.

All’inizio del cammino ci si accorge subito che lo spazio a disposizione è stato ristretto dall’intervento cieco dell’essere umano, è stato consumato, lasciando che la biodiversità venisse profondamente erosa. E allora, prima di continuare, ci si deve soffermare per recuperarla, ripescare geni a rischio di estinzione, germoplasma alla deriva e capire cosa ci rimane ancora. Diventiamo per forza e naturalmente dei Custodi.”

È molto bella infatti l’espressione “Agricoltori custodi”: ce la spiega un po’ più nel dettaglio?

“La parola custode, in effetti, non è molto appropriata, sa di guardiano, ha l’odore del carceriere; io parlerei, più che altro, di un’esperienza di cura, di un’accoglienza, di un viaggio, durante il quale si sceglie di seguire e proteggere un compagno speciale, un elemento vegetale o animale, che ti permette di avvertire la sempre più rara vertigine di avere a fianco una forza naturale che osserva leggi universali, pronta a meravigliarti inaspettatamente durante il suo ciclo di vita. Da lì a breve ti accorgi che non sei più il custode, ma…il custodito!

E allora, vedi donne e uomini che prendono come compagno di viaggio un vitigno e le sue varietà, uno zafferano, frumenti, legumi, vacche, capre, pecore, zucchine, pomodori, galline, salvie, origani, riuniti in una cumpagnìa siciliana di sementi contadine, dove la parola semente significa concedersi un tuffo verso il centro della terra.”

Secondo lei, ognuno di noi può contribuire nel suo piccolo a difendere la biodiversità? In che modo?

“Mangiandola!”

 

Ringraziamo caldamente il Dott. Li Rosi per il suo contributo e il suo prezioso lavoro!

La Natura del Rapporto tra essere umano e mondo naturale

La Natura del Rapporto tra essere umano e mondo naturale

La Natura del Rapporto tra essere umano e mondo naturale

di Oreste Bazzani

Questa mattina, mentre scrivo, il tempo è umido, piovoso, grigio, la temperatura si è abbassata in questi giorni, siamo entrati in Autunno. Per l’essere umano il cambiamento climatico porta con sé un cambiamento nell’esperienza della propria anima. L’Autunno si accompagna, in molti di noi, ad un sentimento più malinconico rispetto a quello esuberante di solo poche settimane fa. Per alcune persone il cambiamento stagionale porta con sé anche un cambiamento del benessere fisico. Queste banali e comuni osservazioni possono aiutarci a comprendere fenomeni comuni e diffusi e portarci a fare considerazioni tutt’altro che banali.

Le manifestazioni accennate ci portano a considerare l’esistenza di un legame tra fenomeni esterni all’uomo, fenomeni del mondo naturale e fenomeni interiori dell’essere umano.

Gli attuali ed innegabili cambiamenti climatici in atto evidenziano, più che in passato, le caratteristiche dei cambiamenti stagionali che da sempre avvengono nella natura. Si osserva sempre di più il manifestarsi di fenomeni ambientali estremi. Estati molto calde sono seguite da inverni miti contraddistinti tuttavia da eventi metereologici bruschi, violenti e repentini.

Relazione tra mondo naturale e mondo interiore

Consideriamo che possa esistere una relazione tra mondo naturale e mondo interiore umano. Ciò presuppone di poter ipotizzare che tra le due nature esistano delle relazioni. Non è questa la sede per un’osservazione filosofica del fenomeno, vogliamo tuttavia portare l’attenzione sul piano dell’esperienza umana.

Esiste un elemento in comune tra i fenomeni della natura e i fenomeni interiori dell’essere umano? In passato questa domanda poteva sembrare assolutamente priva di consistenza in quanto l’essere umano comprendeva intuitivamente questa relazione. Ma nella nostra epoca tale conoscenza intuitiva è scomparsa.

Possiamo soffermarci brevemente sulle cause di tale perdita. Nella sua evoluzione l’essere umano ha imparato a penetrare i misteri della natura sviluppando un’osservazione fisico-materiale. Attualmente i fenomeni naturali, così come quelli umani, possono essere compresi solo da un punto di vista fisico-materiale.

Tuttavia possiamo ritenere che esista la possibilità di osservare i fenomeni anche da un altro punto di vista, da un punto di vista Spirituale. E ‘necessario chiarire che i due approcci non sono necessariamente escludenti, come invece buona parte della filosofia negli ultimi tre secoli ha cercato di sostenere. Possiamo invece ritenere che i due fenomeni siano di natura complementare, come se l’uno fosse l’approfondimento dell’altro.

Nelle sue ricerche sul mondo naturale J.W. Goethe ha ipotizzato l’esistenza di una pianta primordiale, generatrice di tutte le piante attualmente esistenti. Questa pianta primordiale è potenzialmente portatrice di tutte le possibilità di sviluppo che sono rappresentate dalle piante attuali. Goethe afferma: “Nell’organismo naturale bisogna considerare che le manifestazioni esteriori sono una cristallizzazione di un principio interiore che agisce compenetrando ogni particolare esteriore.” Per Goethe la natura è dotata di principi interiori, di attività indirizzate in modo specifico, che si mostrano in modo cristallizzato nei dati sensibili della natura.

Cosa porta l’Autunno?

Per rendere più chiaro il discorso porto un esempio esplicativo. Ciò che vive la natura in questo periodo dell’anno è il manifestarsi dell’Autunno. Cosa vediamo della natura in Autunno? Osserviamo che l’intensa attività vitale primaverile-estiva perde le sue forze mentre, in questo periodo dell’anno, si sviluppano fenomeni che nel linguaggio scientifico sono di catabolismo e nel linguaggio spirituale di morte. In Primavera ed in Estate le forze di crescita e produzione sono ingenti ma con il sopraggiungere dell’Autunno tali forze, di carattere anabolico, tendono a perdere il loro vigore e le attività di disgregazione di distruzione, cataboliche appunto, sono più intense.

I frutti che la natura offre nel periodo autunnale hanno in sé questa qualità di vita interiorizzata, ne è un chiaro esempio il frutto del melograno che è arrivato a noi dalle regioni himalaiane.
Sul piano fisico-materiale l’energia dei prodotti naturali estivo-autunnali sono trasformati dall’uomo affinché in inverno egli possa ancora utilizzarli, anche se sotto forma diversa.
All’inizio della stagione autunnale troviamo una festa, la festa di Michele.
Non vogliamo parlare della festa religiosa ma porre l’attenzione, attraverso la figura di Michele, festeggiato in Autunno, sulla qualità dell’esperienza interiore che l’uomo fa in questo periodo dell’anno.
Michele è stato rappresentato nella storia dell’arte come l’Arcangelo che combatte contro il Drago.
Il Drago rappresenta, da un punto di vista iconografico, le forze impulsive della natura, le parti istintuali, vitali, dionisiache, presenti chiaramente nella natura nel periodo primaverile ed estivo, quelle forze che in Autunno tendono ad indebolirsi.

Nell’iconografia Michele non uccide il Drago ma lo contiene, ne contiene e interiorizza le forze che in precedenza erano esteriori.
L’essere umano in questo periodo dell’anno deve cercare la forza e l’energia, che era offerta in abbondanza dalla natura nelle stagioni precedenti, nella sfera spirituale.
Per l’essere umano quindi l’Autunno è il periodo dell’autocoscienza, mentre la Primavera e l’Estate sono le stagioni della coscienza di ciò che vive nel mondo. In Autunno il sopirsi della forza generatrice della natura lascia all’uomo la possibilità di fare la propria esperienza di sé. Queste diverse percezioni erano cosi nettamente presenti nel passato da far comporre a Vivaldi il suo famoso concerto per violino “Le quattro stagioni” in cui attraverso la musica a ciascuna stagione viene dato un carattere distintivo.

L'allontanamento dell'uomo dal suo legame con la natura

Lo smarrimento di questa capacità percettiva ha reso l’uomo attuale una sorta di essere extranaturale ed ha generato due tipi di fenomeni. Il primo considera la natura materialisticamente ritenendo di poterne disporre in modo totalmente egocentrico, secondo le necessità. Nel secondo l’uomo si pone in conflitto con la natura. Nella coscienza dei movimenti ecologisti si fa sempre più spazio una visione dove l’essere umano è un elemento extranaturale e la natura è viva e rispettata solo a patto che l’uomo ne sia totalmente estraneo. A ben guardare questi due fenomeni sono le due facce della stessa medaglia. Al centro si pone la perdita dell’esperienza spirituale, sia nella dimensione umana che in quella naturale.

A questo punto è necessario chiederci se l’uomo è in grado di ritrovare la dimensione spirituale nella natura e in sé ‘stesso. È un tipo di ricerca scientifico-spirituale questa che può permettere di cogliere lo spirituale nella natura ed il naturale nell’attività dello spirito. Non può essere una ricerca astratta, ma deve incardinarsi nelle scelte della vita quotidiana di ciascuno. Le considerazioni che ne derivano sono concrete, pensiamo ad esempio al rapporto tra produzione agricolo-alimentare ed esperienza umana. Durante l’attuale pandemia da covid-19, nel periodo di chiusura primaverile, si è assistito ad una notevole riduzione dei fenomeni di inquinamento provocati da alcuni tipi di attività umana. Ciò ha rafforzato la posizione di quanti sostengono che la natura e l’essere umano sono due realtà scarsamente compatibili, più uomo meno natura e meno uomo più natura.

Nei mesi passati le attività umane non sono cessate del tutto, si sono solo ridotte. La presenza dell’essere umano nella natura non è venuta meno e tuttavia ha inciso significativamente in maniera del tutto diversa spostando la questione dalla quantità alla qualità del rapporto tra essere umano e natura.