Come avere un effetto antinfiammatorio con una semplice pianta

La meravigliosa Curcuma Longa

come puoi usarla nei tuoi problemi di tutti i giorni

di Ferruccio Balducci

Sono passati ormai più di 15 anni da quando per la prima volta si è sentito parlare della Curcuma e del suo impiego in terapia come rimedio naturale.
Certo si conosceva la spezia, si sapeva che era lo “Zafferano dell’India”, uno dei componenti del CURRY che si usa in cucina, e che era stata descritta addirittura da Marco Polo nel suo viaggio attraverso incredibile l’Oriente… ma oltre a questo, poco altro…
Se invece ora, in questo momento, a marzo del 2020 si prova a cercare su Google la parola Curcumin (l’insieme delle molecole più attive della radice di Curcuma), si rimane di stucco!

Hai provato?
Oltre 11 milioni di risultati

E se digiti la stessa parola (Curcumin) su PubMed, cioè la piattaforma che fa da raccoglitore delle principali riviste scientifiche mondiali? Oltre 14mila studi scientifici pubblicati!

Allora, cos’è successo in questi ultimi 15 anni, cioè dal momento in cui ne abbiamo sentito parlare la prima volta?
All’inizio i primi pionieri, studiosi di fama mondiale (il Prof. Aggarwal dell’Università di Houston, il Dr. Campbell dell’Università di Belfast e mettiamoci volentieri anche il Dr. Roberto Benelli, Urologo dell’Ospedale di Prato) hanno provato sui propri pazienti l’estratto di Curcuma e hanno visto risultati clinici reali, sui loro stessi pazienti.
Poi il mondo scientifico (e commerciale) si è buttato a capofitto nello studio dei princìpi attivi di questa favolosa pianta.

In effetti le sue applicazioni possono essere molte, così come molto buoni sono i risultati che si ottengono, quando usata in modo corretto, per provare a trattare anche malattie importanti, magari insieme a farmaci specifici:

  • artrite
  • diabete
  • gastrite e altri problemi allo stomaco
  • infiammazioni del colon-retto
  • dolori articolari in genere

Tutto questo lo testiamo anche in Farmacia, con pazienti che quasi tutti i giorni ci raccontano la loro esperienza, spesso molto positiva.
Ma la cosa più emozionante, come Farmacista esperto in Fitoterapia e preparatore di laboratorio, è sapere che ci sono scienziati di tutto il mondo che in questo momento stanno studiando gli effetti di tanti rimedi naturali fitoterapici. Su queste pubblicazioni scientifiche ci potremo poi basare in futuro per formulare prodotti naturali, in grado di aiutare le persone malate o prevenire vari disturbi, anche molto seri.

Sempre su PubMed ad oggi ci sono infatti:

  • più di 50 studi scientifici sulla relazione tra Curcumin, Gammopatie e Mieloma Multiplo
  • oltre 300 su Curcumin e Prostata
  • più di 400 su Curcumin e Carcinoma del Colon-Retto

Gli studi sono continui, sempre aggiornati, ma da confermare comunque nel lungo periodo e il nostro compito è quello di non fornire mai facili illusioni ai pazienti.

Esistono molte specie di Curcuma come pianta, più di 100. Quella di cui parliamo qui è la Curcuma longa.

Ma non è la polvere di radice che si trova al supermercato, quella che usiamo in laboratorio…quella del supermercato è la spezia alimentare, che si usa in cucina!
Quella che invece ha effetto terapeutico ed è oggetto di studio è l’estratto di grado farmaceutico di Curcuma longa.

In pratica sono cose diverse, perché contengono sostanze diverse e in quantità diverse.

Si deve sempre usare, a scopo terapeutico, una polvere di grado farmaceutico che contiene principi attivi concentrati, cioè un estratto secco titolato e standardizzato (altri termini tecnici, scusami) di Curcuma longa.

Se usi una semplice polvere da cucina, non hai azione farmacologica, non si tratta di un medicinale, può prevenire a lungo termine alcune malattie, ma non guarisce il malato, se sta male adesso!

Invece, nell’estratto il produttore ci dice quanti principi attivi ci sono effettivamente.

Facciamo un esempio per chiarire meglio.

Se in laboratorio si utilizza la semplice polvere di Curcuma da cucina che usiamo in cucina, come faccio a sapere quanti principi attivi fornisco al malato?

È corretto?

Se invece usiamo un estratto titolato e standardizzato, preso da un produttore qualificato, so perfettamente cosa assume il malato e so che la volta successiva gli fornirò lo stesso tipo di capsule, con lo stesso tipo di estratto, con la stessa qualità e quantità di principi attivi.

Perché, anche se la Curcuma longa ha pochissimi effetti collaterali conosciuti, è sempre un medicinale erboristico, un fitoterapico, quindi è indispensabile conoscere il dosaggio preciso da consigliare al paziente e quante volte al giorno la deve assumere (posologia, in termine tecnico).

Insomma, la Curcuma è una pianta davvero importante, ma ancora più importante è il tipo di Curcuma utilizzato.

Ferruccio Balducci, Farmacista