fbpx

Le Alghe – La storia di queste meravigliose antenate – Parte 2

Le Alghe

Le proprietà e l'utilizzo di queste meravigliose antenate

di Rossella Bartolozzi

parte due

Platone diceva: “il mare lava tutti i mali dell’uomo“….
Non so che sentimento provate voi quando vi trovate o quando pensate al mare…. io amo il mare, in me genera ammirazione e mistero.
Sento che il mare è vitalità, forza, immensità, profondità e rinascita.
In genere in primavera sento già il suo richiamo e il desiderio di riviverlo, sentire i suoi profumi, la brezza, la freschezza serale e il caldo del giorno, è forte.
Andare al mare in estate mi rigenera e mi da tutta l’energia necessaria per affrontare l’inverno e soprattutto il lavoro che tutto l’anno dovrò fare.

Il nostro pianeta terra è composto dal 70% di oceani dove vivono 500.000 specie di esseri viventi, se escludiamo gli insetti, sono il 3/4 delle specie viventi conosciute.
È la nostra primaria riserva per eccellenza ed è dentro di noi.
Il liquido che avvolge il feto o il nostro cervello, le lacrime, la saliva, il plasma sanguigno, il sudore, i fluidi sessuali fanno parte del salato oceano.

La composizione salina dei nostri fluidi e umori è simile a quella dell’acqua marina. Anche la lunghezza d’onda delle vibrazioni del citoplasma delle nostre cellule è identica a quella dell’acqua del mare, come è stato dimostrato dal biologo Oliviero nel 1936.

Noi siamo figli del mare e il nostro organismo non lo dimentica per quanto possiamo essere a volte lontani. Il plasma sanguigno e l’acqua di mare presentano somiglianze sorprendenti, ne è la dimostrazione che sono stati eseguiti migliaia di esperimenti con l’acqua marina sia negli animali e nell’uomo, con risultati eccellenti.

Jacques Yves Cousteau afferma che i sali disciolti nell’acqua dell’oceano hanno una concentrazione tre volte superiore a quella del sangue umano, ma la proporzione di questi sali è sorprendentemente simile, tra cui quelli di maggiore importanza per la vita: sodio, potassio, calcio e iodio.
Il potere curativo rivitalizzante del mare è grande, come lo è anche l’affinità che ci lega.
L’oceanografo Claude Chassè del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica Francese ha detto: “Il nostro sangue e la nostra linfa sono essenzialmente acqua salata in circolazione, acqua di mare diluita… un pezzo di oceano palpitante”.

Nell’acqua di mare sono presenti tutti gli elementi necessari per la vita e tutti quelli che il corpo umano ha bisogno.

Quindi tutto ciò che vive nel mare, e naturalmente le alghe, dispone di sostanze nutritive vitali che diventano una fonte sicura e stabile di nutrienti.

Lo stesso non accade per le piante terrestri che spesso hanno carenze nutrizionali a seconda del terreno in cui crescono e del metodo di coltivazione.

“Le alghe fissano e ci forniscono tutti gli elementi dell’oceano in proporzioni simili a quelle che sappiamo essere ideali per le nostre esigenze alimentari.” (Claude Chassè)

“Le alghe hanno un alto apporto nutritivo: sono alimenti con un basso contenuto di calorie e grassi e un’alta concentrazione di minerali, vitamine, proteine e fibre.” (Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche Spagnolo).

Le verdure di mare normalmente reperibili sono essiccate e possono quindi essere conservate a lungo. Per conservarle nelle condizioni migliori dopo avere aperto il pacchetto è bene metterle in un barattolo chiuso. Le verdure di mare essiccate quando vengano ammollate si espandono considerevolmente; il loro uso è quindi molto economico.  Il grado di espansione è   diverso a seconda delle varietà.
Iniziando a usarle farete esperienza e ben presto saprete le quantità da usare.
Potete conservare l’acqua di ammollo e per utilizzarla possibilmente durante la cottura.

Quello che vi vorrei proporre è l’idea di cucinare un altro alimento, introdurre nella vostra cucina un alimento nuovo.
Cucinare le alghe significa variare un po’ il nostro modo di cucinare e scoprire come ci piacciono di più e come è possibile adattarle alla nostra alimentazione.
Sicuramente troverete un posto nei vostri piatti: create voi la vostra cucina!
La varietà di alghe oggi disponibili fa sì che si possa adattare con una infinita varietà di piatti.

Si possono preparare frittate, insalate, zuppe, creme, paté, risotto, legumi, soffriti, focacce, ecc…
Ogni piatto può essere arricchito con le alghe.

Dobbiamo tenere sempre presente che:

  1. il tempo di ammollo e di cottura deve essere corretto.
  2. il limite massimo corrisponde al 5% degli ingredienti o 5 grammi secchi a persona.

Una volta che assorbono acqua le alghe possono crescere in peso e volume fino a 10 volte.
Quindi in ammollo per almeno 10-15 minuti ad eccezione delle alghe dulse che necessitano di soli 2 minuti.
Non buttare via l’acqua di ammollo perché è ricca di minerali.

Il tempo di cottura varia secondo del tipo di alga da un massimo 30- 45 minuti della alga Kombu ai 5 minuti della dulse.
Ecco qualche piacevole invito per assaggiare e degustare queste portentose e meravigliose verdure marine….

Il mio augurio è che provare a gustare questi piatti con gioia, allegria e serenità!

Rossella Bartolozzi, Presidente

Alghe storia meravigliose antenate parte uno

Le Alghe – La storia di queste meravigliose antenate – Parte 1

Le Alghe

La storia di queste meravigliose antenate

di Rossella Bartolozzi

parte uno

3.200 milioni di anni fa, la Terra era puro e semplice deserto. I gas che oggi sono la causa dell’effetto serra erano i normali componenti dell’atmosfera di allora, in cui l’ossigeno era un perfetto sconosciuto.
Ma poi successe qualcosa di assolutamente trascendente e meraviglioso: nel vasto laboratorio del mare, alcuni microrganismi inventavano la fotosintesi clorofilliana, utilizzando come elementi la luce solare, l’anidride carbonica dell’aria e l’ossigeno dell’acqua. Erano le Alghe….
In questo modo le alghe blu-verdi iniziarono la più grande rivoluzione immaginabile nella storia del pianeta. Furono le madri della vita, i primi esseri in grado di dar vita alla fotosintesi e di apportare ossigeno all’atmosfera (l’80% dell’ossigeno che respiriamo oggi continua ad essere prodotto dalle alghe, soprattutto dalle forme microscopiche o fitoplancton).
Accade un milione di anni dopo che le alghe verdi (clorofite) osarono inoltrarsi oltre le acque, colonizzando la terra e dando origine alla discendenza della totalità delle piante che oggi ricoprono la crosta terrestre, compresi i boschi e foreste.

Le altre alghe preferirono rimanere piante acquatiche.

Le più grandi (le macroalghe) crearono i loro fantastici giardini e le loro foreste sottomarine che, con le proprie forme e colori, offrono uno spettacolo meraviglioso nei fondali marini.
Le 30.000 specie esistenti sono considerate la dispensa del pianeta, in quanto costituiscono il primo anello della catena alimentare e fonte di cibo per animali erbivori e gli onnivori acquatici.

Sin dai tempi antichi presso le popolazioni di ogni parte del mondo che vivevano vicino alle coste, le verdure di mare hanno fatto parte dei pasti quotidiani. Anche le alghe acquatiche di laghi e fiumi erano normalmente utilizzate come cibo. In Cina nel VI secolo prima di Cristo, Sze Tsu scrisse che “le verdure di mare sono una squisitezza adatta agli ospiti di riguardo”. Più di 2000 anni fa, i Coreani di quel tempo mandavano alcune qualità di alghe alla corte imperiale cinese, dove erano tenuti in gran conto per il loro potere curativo. A quel tempo, l’enciclopedia cinese Ehe Ya ne citava 12 specie di uso corrente.
Anche nelle isole del Pacifico le alghe hanno una lunga storia.

Gli antichi Re delle Hawaii coltivavano o raccoglievano più di 70 varietà di limu lungo le loro coste.
I Maori della Nuova Zelanda usavano per lungo Tempo il karengo, una specie di alga Nori in zuppe e insalate. Durante la seconda guerra mondiale i soldati Maori, nelle lunghe marce attraverso l’arido Medio Oriente, si sostenevano con l’alga karengo. Anche nell’Europa Nord-occidentale è stato fatto un ben uso di verdure marine. Gli antichi Celti e Vichinghi masticavano la dulse durante loro viaggi.
Un tipo di nori selvatica, una lattuga di mare chiamata laver (termine latino per pianta acquatica) era popolare sin dai tempi dei romani e di laverbread viene ancora oggi venduto nei mercati del Galles meridionale.

I Giapponesi, forse più di qualunque altro popolo, con la loro lunga serie di coste frastagliate, hanno sviluppato al massimo le possibilità culinarie delle verdure di mare. Tutte le varietà più importanti comunemente consumate erano registrate come facente parte del tributo anno alla corte intorno all’VIII secolo d.C. Le alghe erano diventate così popolari in Giappone che la quantità richiesta aveva superato il rifornimento naturale di diverse specie allo stato selvatico e così è iniziata la coltivazione lungo le loro coste.
Questi esseri così antichi e così attuali custodiscono nelle loro cellule segreti e soluzioni per il nostro tempo, continuando a sorprenderci persino all’inizio del nostro millennio.

Oggi le aggiungiamo anche noi alla nostra alimentazione come elemento secondario per la loro qualità mineralizzanti. Esse rafforzano le immunità naturali del corpo. Le alghe contengono una quantità di minerali da dieci a venti volte superiori a quella delle verdure terresti ed entrambe ci riforniscono in abbondanza dei minerali di cui abbiamo bisogno.
Contengono iodio, magnesio, potassio, calcio, ferro, manganese, fosforo, zolfo, rame, oro, silice.

Sono ricche di vitamine: A, B, C, D, E, F, K, PP, di clorofilla, di aminoacidi e di sostanze antibiotiche.

A parte le persone che soffrono di ipertiroidismo, tutti possono mangiare una piccola quantità di alghe tutti giorni, variando il tipo e la preparazione. Ne avrà gran beneficio il sistema circolatorio, Il cuore che ne viene tonificato, lo stomaco sul quale hanno un’azione digestiva e antiacida, l’intestino che disinfettano, i reni che aiutano nell’eliminare l’eccesso di liquidi.

Inoltre aumentano la bellezza naturale della pelle, prevengono la formazione delle rughe, donano una folta capigliatura, rinforzano e favoriscono la crescita delle unghie.

Rossella Bartolozzi, Presidente