fbpx

La Mamma Bio

La Mamma Bio

di Rossella Bartolozzi

La mamma Bio è un bellissimo progetto al quale mi sento di aderire e anche di appartenere in quanto sono da sempre una MAMMA BIO!

Perché essere una mamma bio vuol dire cercare di dare ai nostri figli cibo sano, fare attenzione alla provenienza di quel cibo, verificare che sia il più possibile locale, che abbia un gusto vero, che sia un cibo felice e ci renda felici.

Un grande augurio a tutte le mamme, la grande forza della Natura!

Buona visione

Rossella Bartolozzi, Presidente

scelta consapevole pasqua

A Pasqua fai una scelta consapevole

A Pasqua fai una scelta consapevole

di Rossella Bartolozzi

“È Pasqua, non mangiate i cuccioli” – questo è l’appello che proviene da moltissime parti, e non solo da associazioni animaliste.

Cercando di comprendere le motivazioni di coloro che invitano ad evitare il consumo di carne di agnello a Pasqua quale primo passo verso una maggiore consapevolezza sul consumo di carne e una riduzione dello stesso, credo che l’enfasi sulla “giovane età” non ponga la questione in prospettiva giusta.

Come un pò ovunque, anche gli agnelli allevati in Italia a scopo di carne (oltre 4 milioni) hanno accesso al pascolo.

La loro vita, dunque, anche se breve (sono macellati a 3-4 mesi), la trascorrono in allevamenti non intensivi, con accesso al pascolo esterno. Un privilegio di cui la grande maggioranza di tutti gli altri animali allevati per produrre cibo non beneficia. In Italia, stiamo parlando di 700 milioni animali tenuto al coperto.

Polli, conigli, maiali, vacche, solo per citarne alcuni: per tutti l’unica realtà di vita è un affollatissimo recinto di un edificio chiuso, spoglio e buio in cui non possono esprimere nessuno dei propri comportamenti naturali. Molti di essi non vedono né vedranno mai la luce del sole.

Veniamo all’età: un’età di macellazione di tre o quattro mesi è indubbiamente giovane, ma siamo certi che per moltissimi degli altri animali sia diversa? Pensiamo ai polli da carne: il loro ciclo di vita varia tra i 42 e i 50 giorni. Sono poco più che pulcini quando vengono abbattuti ma l’illusione ottica è che si tratti di adulti perché questi animali sono geneticamente “programmati” per crescere così in fretta che la morte sopraggiungerebbe comunque, anche se non fossero macellati. Un vero corpo “prigione” il loro. Altro esempio: i conigli da carne, in Italia, che è il primo produttore in Europa, vengono macellati anch’essi alla stessa età degli agnelli (se non prima). E dopo avere passato quei tre mesi in una gabbia di batteria. E anche i suini non sono proprio dei veterani con i loro nove mesi di vita media. Tutti trascorsi in allevamenti intensivi.

Tuttavia, vi sono delle importanti riserve sul consumo di carne di agnello. Una parte consistente degli agnelli la cui carne viene venduta in Italia vengono importati vivi per essere macellati, dai paesi dell’Est o dalla Spagna.

Trasporti a lunga distanza, dunque, che causano gravi sofferenze agli animali. Gli animali vengono trasportati per lungo tempo in viaggi che possono durare anche alcuni giorni prima di raggiungere la loro destinazione finale. Agnelli non svezzati che viaggiano ben oltre le 8 ore (a volte giornate intere) stabilite dal Regolamento Europeo sul trasposto, senza essere nutriti e abbeverati adeguatamente. È scientificamente dimostrato che dopo 8 ore gli animali iniziano a non reggere più lo stress e le condizioni del viaggio. E purtroppo l’Italia è pesantemente coinvolta, essendo il primo importatore di agnelli in UE.

Se quindi non si sa per certo da dove proviene l’agnello (e molto spesso non si sa) è meglio evitare di consumarlo altrimenti si sovvenzionerebbe una pratica inaccettabile ed evitabile.

Tutti gli animali dovrebbero, infatti, essere macellati vicino al luogo di allevamento e non percorrere centinaia e migliaia di km per andare incontro alla morte.

Inoltre, anche di recente sono stati purtroppo documentati nel nostro paese pesanti abusi al momento del trasporto e macellazione degli agnelli.
Scene di crudeltà mista a ignoranza assoluta degli operatori.

Anche qui, nel dubbio, per evitare di comprare carne da animali trasportati e abbattuti in violazione delle leggi e che hanno patito gravi sofferenze, è meglio rinunciare.

Sono da molti anni vegetariana e credo che questa sia la scelta migliore.

Cercando di diffondere questo messaggio comprendo che può non essere una scelta condivisa da tutti e per tutti oppure può essere necessario del tempo per arrivare a questa decisione. Però c’è una scelta che dobbiamo fare tutti subito ed è quella di non mangiare animali che hanno sofferto atrocità inaccettabili, che non hanno mai visto la luce del sole o sentito il profumo dell’erba fresca, che non sanno cosa vuol dire la pioggia sulla propria pelle o che non hanno mai bevuto il latte della propria mamma.

La vita è tale se ha dignità, rispetto, etica, sia quella che viviamo noi che quella di tutti gli esseri viventi. Altrimenti è solo sofferenza e dobbiamo non esserne complici.

Buona Pasqua.

Rossella Bartolozzi, Presidente

Le Alghe – La storia di queste meravigliose antenate – Parte 2

Le Alghe

Le proprietà e l'utilizzo di queste meravigliose antenate

di Rossella Bartolozzi

parte due

Platone diceva: “il mare lava tutti i mali dell’uomo“….
Non so che sentimento provate voi quando vi trovate o quando pensate al mare…. io amo il mare, in me genera ammirazione e mistero.
Sento che il mare è vitalità, forza, immensità, profondità e rinascita.
In genere in primavera sento già il suo richiamo e il desiderio di riviverlo, sentire i suoi profumi, la brezza, la freschezza serale e il caldo del giorno, è forte.
Andare al mare in estate mi rigenera e mi da tutta l’energia necessaria per affrontare l’inverno e soprattutto il lavoro che tutto l’anno dovrò fare.

Il nostro pianeta terra è composto dal 70% di oceani dove vivono 500.000 specie di esseri viventi, se escludiamo gli insetti, sono il 3/4 delle specie viventi conosciute.
È la nostra primaria riserva per eccellenza ed è dentro di noi.
Il liquido che avvolge il feto o il nostro cervello, le lacrime, la saliva, il plasma sanguigno, il sudore, i fluidi sessuali fanno parte del salato oceano.

La composizione salina dei nostri fluidi e umori è simile a quella dell’acqua marina. Anche la lunghezza d’onda delle vibrazioni del citoplasma delle nostre cellule è identica a quella dell’acqua del mare, come è stato dimostrato dal biologo Oliviero nel 1936.

Noi siamo figli del mare e il nostro organismo non lo dimentica per quanto possiamo essere a volte lontani. Il plasma sanguigno e l’acqua di mare presentano somiglianze sorprendenti, ne è la dimostrazione che sono stati eseguiti migliaia di esperimenti con l’acqua marina sia negli animali e nell’uomo, con risultati eccellenti.

Jacques Yves Cousteau afferma che i sali disciolti nell’acqua dell’oceano hanno una concentrazione tre volte superiore a quella del sangue umano, ma la proporzione di questi sali è sorprendentemente simile, tra cui quelli di maggiore importanza per la vita: sodio, potassio, calcio e iodio.
Il potere curativo rivitalizzante del mare è grande, come lo è anche l’affinità che ci lega.
L’oceanografo Claude Chassè del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica Francese ha detto: “Il nostro sangue e la nostra linfa sono essenzialmente acqua salata in circolazione, acqua di mare diluita… un pezzo di oceano palpitante”.

Nell’acqua di mare sono presenti tutti gli elementi necessari per la vita e tutti quelli che il corpo umano ha bisogno.

Quindi tutto ciò che vive nel mare, e naturalmente le alghe, dispone di sostanze nutritive vitali che diventano una fonte sicura e stabile di nutrienti.

Lo stesso non accade per le piante terrestri che spesso hanno carenze nutrizionali a seconda del terreno in cui crescono e del metodo di coltivazione.

“Le alghe fissano e ci forniscono tutti gli elementi dell’oceano in proporzioni simili a quelle che sappiamo essere ideali per le nostre esigenze alimentari.” (Claude Chassè)

“Le alghe hanno un alto apporto nutritivo: sono alimenti con un basso contenuto di calorie e grassi e un’alta concentrazione di minerali, vitamine, proteine e fibre.” (Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche Spagnolo).

Le verdure di mare normalmente reperibili sono essiccate e possono quindi essere conservate a lungo. Per conservarle nelle condizioni migliori dopo avere aperto il pacchetto è bene metterle in un barattolo chiuso. Le verdure di mare essiccate quando vengano ammollate si espandono considerevolmente; il loro uso è quindi molto economico.  Il grado di espansione è   diverso a seconda delle varietà.
Iniziando a usarle farete esperienza e ben presto saprete le quantità da usare.
Potete conservare l’acqua di ammollo e per utilizzarla possibilmente durante la cottura.

Quello che vi vorrei proporre è l’idea di cucinare un altro alimento, introdurre nella vostra cucina un alimento nuovo.
Cucinare le alghe significa variare un po’ il nostro modo di cucinare e scoprire come ci piacciono di più e come è possibile adattarle alla nostra alimentazione.
Sicuramente troverete un posto nei vostri piatti: create voi la vostra cucina!
La varietà di alghe oggi disponibili fa sì che si possa adattare con una infinita varietà di piatti.

Si possono preparare frittate, insalate, zuppe, creme, paté, risotto, legumi, soffriti, focacce, ecc…
Ogni piatto può essere arricchito con le alghe.

Dobbiamo tenere sempre presente che:

  1. il tempo di ammollo e di cottura deve essere corretto.
  2. il limite massimo corrisponde al 5% degli ingredienti o 5 grammi secchi a persona.

Una volta che assorbono acqua le alghe possono crescere in peso e volume fino a 10 volte.
Quindi in ammollo per almeno 10-15 minuti ad eccezione delle alghe dulse che necessitano di soli 2 minuti.
Non buttare via l’acqua di ammollo perché è ricca di minerali.

Il tempo di cottura varia secondo del tipo di alga da un massimo 30- 45 minuti della alga Kombu ai 5 minuti della dulse.
Ecco qualche piacevole invito per assaggiare e degustare queste portentose e meravigliose verdure marine….

Il mio augurio è che provare a gustare questi piatti con gioia, allegria e serenità!

Rossella Bartolozzi, Presidente

Alghe storia meravigliose antenate parte uno

Le Alghe – La storia di queste meravigliose antenate – Parte 1

Le Alghe

La storia di queste meravigliose antenate

di Rossella Bartolozzi

parte uno

3.200 milioni di anni fa, la Terra era puro e semplice deserto. I gas che oggi sono la causa dell’effetto serra erano i normali componenti dell’atmosfera di allora, in cui l’ossigeno era un perfetto sconosciuto.
Ma poi successe qualcosa di assolutamente trascendente e meraviglioso: nel vasto laboratorio del mare, alcuni microrganismi inventavano la fotosintesi clorofilliana, utilizzando come elementi la luce solare, l’anidride carbonica dell’aria e l’ossigeno dell’acqua. Erano le Alghe….
In questo modo le alghe blu-verdi iniziarono la più grande rivoluzione immaginabile nella storia del pianeta. Furono le madri della vita, i primi esseri in grado di dar vita alla fotosintesi e di apportare ossigeno all’atmosfera (l’80% dell’ossigeno che respiriamo oggi continua ad essere prodotto dalle alghe, soprattutto dalle forme microscopiche o fitoplancton).
Accade un milione di anni dopo che le alghe verdi (clorofite) osarono inoltrarsi oltre le acque, colonizzando la terra e dando origine alla discendenza della totalità delle piante che oggi ricoprono la crosta terrestre, compresi i boschi e foreste.

Le altre alghe preferirono rimanere piante acquatiche.

Le più grandi (le macroalghe) crearono i loro fantastici giardini e le loro foreste sottomarine che, con le proprie forme e colori, offrono uno spettacolo meraviglioso nei fondali marini.
Le 30.000 specie esistenti sono considerate la dispensa del pianeta, in quanto costituiscono il primo anello della catena alimentare e fonte di cibo per animali erbivori e gli onnivori acquatici.

Sin dai tempi antichi presso le popolazioni di ogni parte del mondo che vivevano vicino alle coste, le verdure di mare hanno fatto parte dei pasti quotidiani. Anche le alghe acquatiche di laghi e fiumi erano normalmente utilizzate come cibo. In Cina nel VI secolo prima di Cristo, Sze Tsu scrisse che “le verdure di mare sono una squisitezza adatta agli ospiti di riguardo”. Più di 2000 anni fa, i Coreani di quel tempo mandavano alcune qualità di alghe alla corte imperiale cinese, dove erano tenuti in gran conto per il loro potere curativo. A quel tempo, l’enciclopedia cinese Ehe Ya ne citava 12 specie di uso corrente.
Anche nelle isole del Pacifico le alghe hanno una lunga storia.

Gli antichi Re delle Hawaii coltivavano o raccoglievano più di 70 varietà di limu lungo le loro coste.
I Maori della Nuova Zelanda usavano per lungo Tempo il karengo, una specie di alga Nori in zuppe e insalate. Durante la seconda guerra mondiale i soldati Maori, nelle lunghe marce attraverso l’arido Medio Oriente, si sostenevano con l’alga karengo. Anche nell’Europa Nord-occidentale è stato fatto un ben uso di verdure marine. Gli antichi Celti e Vichinghi masticavano la dulse durante loro viaggi.
Un tipo di nori selvatica, una lattuga di mare chiamata laver (termine latino per pianta acquatica) era popolare sin dai tempi dei romani e di laverbread viene ancora oggi venduto nei mercati del Galles meridionale.

I Giapponesi, forse più di qualunque altro popolo, con la loro lunga serie di coste frastagliate, hanno sviluppato al massimo le possibilità culinarie delle verdure di mare. Tutte le varietà più importanti comunemente consumate erano registrate come facente parte del tributo anno alla corte intorno all’VIII secolo d.C. Le alghe erano diventate così popolari in Giappone che la quantità richiesta aveva superato il rifornimento naturale di diverse specie allo stato selvatico e così è iniziata la coltivazione lungo le loro coste.
Questi esseri così antichi e così attuali custodiscono nelle loro cellule segreti e soluzioni per il nostro tempo, continuando a sorprenderci persino all’inizio del nostro millennio.

Oggi le aggiungiamo anche noi alla nostra alimentazione come elemento secondario per la loro qualità mineralizzanti. Esse rafforzano le immunità naturali del corpo. Le alghe contengono una quantità di minerali da dieci a venti volte superiori a quella delle verdure terresti ed entrambe ci riforniscono in abbondanza dei minerali di cui abbiamo bisogno.
Contengono iodio, magnesio, potassio, calcio, ferro, manganese, fosforo, zolfo, rame, oro, silice.

Sono ricche di vitamine: A, B, C, D, E, F, K, PP, di clorofilla, di aminoacidi e di sostanze antibiotiche.

A parte le persone che soffrono di ipertiroidismo, tutti possono mangiare una piccola quantità di alghe tutti giorni, variando il tipo e la preparazione. Ne avrà gran beneficio il sistema circolatorio, Il cuore che ne viene tonificato, lo stomaco sul quale hanno un’azione digestiva e antiacida, l’intestino che disinfettano, i reni che aiutano nell’eliminare l’eccesso di liquidi.

Inoltre aumentano la bellezza naturale della pelle, prevengono la formazione delle rughe, donano una folta capigliatura, rinforzano e favoriscono la crescita delle unghie.

Rossella Bartolozzi, Presidente