Il 2021 è l’anno della Frutta e della Verdura

di Armando Sarti

L’Assemblea generale della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) riconsiderando precedenti risoluzioni, fra cui quella specifica (70.1) del 25.09.2015, ha stabilito in seduta plenaria, in data 19.12.2020 u.s., di dichiarare il 2021 “l’Anno Internazionale della Frutta e della Verdura”.

L’organizzazione dell’ONU intende così contribuire a mantenere viva l’attenzione dell’alimentazione vegetale degli esseri umani per la salute, la biodiversità e la sostenibilità del Pianeta. Con questa risoluzione la FAO chiama all’azione tutte le organizzazioni governative e private degli stati membri e del mondo e i tanti portatori di interessi, sottolineando i benefici per la salute di un’alimentazione vegetale associata ai corretti stili di vita. Invita anche alla ricerca delle migliori pratiche da utilizzare per ridurre gli sprechi degli alimenti vegetali.

Sia il mondo accademico e scientifico che tutti gli attori coinvolti nelle filiere produttive e distributive della verdura e della frutta sono chiamati a un impegno specifico per favorire il consumo di vegetali freschi per la popolazione del mondo.

La dichiarazione della FAO compare proprio nel momento in cui tutto il mondo è impegnato nella lotta contro il Covid-19 e intravede la possibilità di arginare progressivamente la circolazione del virus su scala globale.

La tempistica è quanto mai opportuna dal momento che secondo un gran numero di scienziati il cambiamento climatico, insieme alla riduzione degli spazi vitali per gli animali selvatici a causa degli allevamenti intensivi per produrre carne e latticini, sono direttamente legati alla pandemia attuale e al rischio, purtroppo assai concreto, del contagio e della diffusione di nuove infezioni provenienti da animali (spillover).

La crisi mondiale causata dal coronavirus, con le devastanti ricadute umanitarie, sanitarie ed economiche, non può che far riflettere sui modelli di vita attuali e fra questi su un’alimentazione insostenibile basata sulla carne e sui prodotti animali, che non può rimanere inalterata se si vuole invertire la tendenza allo sfruttamento senza limiti delle risorse alimentari e all’aggressione in atto all’equilibrio naturale del pianeta.

Gli interventi necessari per attuare questo cambiamento su scala globale sono tanti e a tutti livelli della vita produttiva, economica e sociale. Non c’è dubbio sul fatto che sono necessarie azioni drastiche internazionali e dei singoli governi, ma è bene considerare che ogni essere umano di questo mondo deve fare la propria parte. Al riguardo è essenziale rivedere gli stili di vita di ognuno di noi.

Se tanti cittadini del mondo saranno informati e consapevoli del potere che hanno le nostre scelte possiamo contribuire in modo attivo al cambiamento.

Fra gli stili di vita le scelte alimentari esercitano un ruolo importante. Conta cosa mettiamo in bocca. Una drastica riduzione del consumo di carne e di prodotti animali a favore dell’uso più consistente di frutta e verdura il più possibile da filiera corta, biologica e stagionale, insieme a cereali integrali e legumi, gioca un ruolo fondamentale per la salute delle persone, contribuendo a ridurre il pesante inquinamento del suolo, delle acque e dell’aria e a ricostituire la biodiversità vegetale. In questo senso la presa di posizione della FAO in favore dell’alimentazione vegetale è quanto mai opportuna e deve essere considerata ad ogni livello.

FAO. International Year of Fruits and Vegetables, 2021 A/RES/74/244.  Seventy-fourth session Agenda. Item 14. United Nations conferences and summits in the economic, social and related fields.

Armando Sarti, Medico

già direttore, Dipartimento d’Emergenza e Terapia Intensiva Azienda Sanitaria di Firenze